Chi siamo noi?

UFENS AEQUATRAIL ‘nessuno si salva da solo’.

La provincia è la noia, il nulla, l’alienazione. Paranoica, per dirla come G. L. Ferretti. La provincia è una tela bianca secondo noi. Puoi disegnarci sopra quello che vuoi, puoi utilizzare tutta la tavolozza di colori che hai, puoi essere quello che vuoi, come vuoi. Hai la possibilità di costruire le cose “secondo te”. Nella metropoli trovi tutto è vero, ma tutto già fatto da altri, “secondo altri”. In provincia non c’è nulla, per questo puoi costruire tutto come vuoi tu. Come ti viene, come sai farlo, senza il timore che sia sbagliato tanto non ci sono termini di paragone, tutto è una opinione e quindi giusto.

Così nasce ASD UFENS AEQUATRAIL.

 

Già il nome, apparentemente incomprensibile, in città avrebbe causato molti dubbi, mille discussioni: “non si capisce”, “ma che vuol dire”, “non è immediato”, “ha poco appil”, “troppo
cervellotico”. Invece per noi è stato: “è fico, musicale”, “CHI SIAMO NOI? UFENS!” tipo “300” il film, è giusto.
 

Così nascono gli UFENS.

Quella noia di provincia, usata e stantia, che ti fa sognare da adolescenti di scappare e poi invece in un attimo decidere di restare e resistere. Ho detto resistere, resistenza e non resilienza come va di moda oggi. La resilienza ha una componente statica, accidiosa, la resistenza invece è di per sé azione e presa di posizione e movimento e fiato. È la corsa.

Così ci viene voglia di correre in montagna.

In Italia di fianco alla questione meridionale c’è la questione aree rurali. Le divergenze non solo economiche tra coste e aree interne. Noi abbiamo stoicamente deciso di continuare a popolare le zone montagnose, e di cercare quella storica inversione di marcia che chiameremo “FIT RURALESIMO”. E cosa c’è di meglio che correre in montagna per ripopolare le montagne? “trovare una bella figa tra i boschi con la quale fare 10 figli” direte voi. Beh non è escluso, può succede solo correndo in montagna. Correndo in montagna può succedere di tutto, puoi incontrare pastori, cacciatori, gatti selvatici e lupi domestici, pecore nere e mosche bianche, ma soprattutto puoi trovarci te stesso. Nel silenzio dei boschi, nella solitudine di una vetta, in un panorama improvviso. Ad un certo punto nel pieno dello sforzo, con il cuore in gola e l’anima lasciata cento metri più in basso, eccolo. L’angoscia quotidiana, le preoccupazioni per il futuro, quella latente ma costante voglia di spaccare tutto sparisce e al suo posto appari Tu.

Le anime inquiete corrono, quindi correte Anime inquiete